Pomodoro
San Marzano
E’ il "pelato per eccellenza", tra i massimi
artefici del successo della dieta mediterranea.
Di lui si parla davvero in tutto il mondo, è
sempre più richiesto dal mercato Usa e da quello
giapponese, ma anche i Paesi del Nord Europa lo
hanno accolto a braccia aperte. E' il Pomodoro
San Marzano, uno dei gioielli del tipico
patrimonio goloso della Campania, prodotto di
nicchia e fiore all'occhiello dell'intero
comparto pomodoro, apprezzato e pagato per tale.Si
racconta che il primo seme di San Marzano sia
giunto da noi verso il 1770, come dono del Regno
del Perù al Regno di Napoli, e che sia stato
piantato nella zona che corrisponde al comune di
San Marzano. |
|
Di qui l'origine di questo illustre pomodoro,
che ha trovato la sua area di elezione nei
fertili terreni vulcanici e nel clima
mediterraneo dell'Agro-Sarnese-Nocerino, vasta
pianura situata in provincia di Salerno. Poco
più di vent'anni fa se ne raccoglievano
addirittura alcuni milioni di quintali, tanto da
chiamarlo l'"oro rosso" della terra campana. Poi
negli anni Ottanta per il San Marzano, afflitto
da una serie di problematiche di varia natura,
in particolare quelle fitosanitarie, arrivò la
crisi profonda: superfici coltivate e produzioni
si ridussero drasticamente, fino a decretarne la
quasi definitiva scomparsa. Da qualche anno,
però, il San Marzano è tornato a rosseggiare sui
terreni delle sue aree tradizionali che
comprendono, oltre all'Agro-Sarnese-Nocerino
(che resta il bacino clou di coltivazione), l'Acerrano-Nolano,
in provincia di Napoli. Una felice rentrée,
grandemente favorita dalle nuove selezioni
varietali messe a punto nell'ambito
dell'attività di recupero e miglioramento
genetico intrapresa dalla Regione Campania -
alla quale spetta il merito di aver contribuito
in maniera determinante al salvataggio in
extremis del "re dei pelati" - ed oggi affidata
al Consorzio per la valorizzazione e la tutela
del San Marzano
|
E' così infatti che si è riusciti a salvaguardare il glorioso pomodoro, fino
all'ottenimento nel 1996, per il prodotto trasformato, del marchio Dop da parte
dell'Unione Europea. Quali sono allora le caratteristiche organolettiche e
fisico-chimiche che rendono famoso e inconfondibile, sia in versione fresca sia
in barattolo, il San Marzano? Ha un sapore tipicamente agrodolce, una bacca
dalla caratteristica forma allungata, polpa soda con scarsa presenza di semi. La
buccia è di colore rosso vivo intenso e si stacca con molta facilità. Un
pomodoro profumato e polposo, dunque, ricco non solo di un sapore fatto apposta
per esaltare i piatti tradizionali della gastronomia italiana, ma anche di
valore nutritivo. La raccolta del San Marzano inizia solitamente ad agosto e si
protrae fino a tutto settembre e oltre. Si tratta, occorre ricordarlo, di una
coltura delicatissima, dove la meccanizzazione non trova spazio: basti pensare
all'elevato fabbisogno di manodopera richiesto dall'impalatura per l'allevamento
di tipo verticale e dalla raccolta scalare (il vero San Marzano si raccoglie
sette, otto volte e anche di più, solo quando è ben maturo), due voci che
causano un notevole incremento dei costi di produzione. Ma per fortuna, come
testimoniano tanto le superfici investite e le produzioni trasformate, che in
questi ultimi tempi hanno ripreso costantemente a salire, quanto l'interesse di
operatori e consumatori, il San Marzano sta conoscendo una nuova fulgida
giovinezza. Sorretto, per giunta, dal cospicuo potenziale in termini di immagine
che il magnifico pelato è riuscito a mantenere intatto negli anni, così da poter
oggi ben fungere da traino, ovunque, per altri prodotti campani e made in Italy.
|
|
|