|
La
Penisola, area di antica tradizione casearia, offre itinerari alla ricerca di antichi sapori e storici vini, attraverso prodotti e produttori, espressione del territorio. Si passa dal
limoncello di Sorrento all'olio DOP Penisola Sorrentina, dalla
pasta di Gragnano ai latticini di Agerola, sostando in veri templi del gusto e girovagando per cantine e frantoi. Il nostro itinerario parte da
Vico Equense, vero paradiso gastronomico, dove piccoli "artigiani del gusto" realizzano dei grandi prodotti, come la
salsiccia e il salame fatto di carne suina e scorza di arancia, e i magnifici
prodotti caseari, dai burrini, caciottine ripiene di un delicato
pure' di burro, ai caprignetti, piccole palline ottenute da una crema di
formaggio caprino (cacio-ricotta)...[continua]
|
|
LIMONCELLO DI SORRENTO
La buccia gialla e rugosa del limone è l’ingrediente essenziale della sua fortunata produzione. Il
limoncello nasce così, da una ricetta sobria e genuina, arricchita da acqua, alcool e cucchiaiate di zucchero.
La preparazione è semplice ma meticolosa: se osservata alla lettera, in poco meno di tre mesi, il tradizionale liquore giallo sarà pronto ad essere gustato come aperitivo o digestivo, prima o dopo i pasti.
La storia del limoncello si snoda attraverso una serie di aneddoti e leggende. La sua paternità se la contendono i sorrentini, gli amalfitani e i capresi. In un fazzoletto di chilometri, tre popolazioni si vantano di una produzione di
limoncello tramandata da svariate generazioni...
[continua] |
|
ARANCIA DI SORRENTO
Già a partire dal 1300 la coltura dell'arancio, insieme a quella del
limone, costituiva per la Penisola Sorrentino-Amalfitana un'importante fonte di reddito ed alimentava un'intensa corrente di esportazione diretta, per via mare, ai principali mercati italiani ed europei. Nel corso dei secoli, poi, le due specie hanno vissuto fasi alterne legate alle variabili vicende del mercato che spingevano i coltivatori a rivolgersi all'una o all'altra avviando riconversioni non sempre avvedute, al punto da rendere necessaria oggi una generale ristrutturazione dell'agrumicoltura locale, la cui valenza paesaggistica resta insostituibile...
[continua] |
|
LIMONE DI SORRENTO
In Campania, secondo alcuni, il limone sarebbe arrivato fin dal I secolo a.C., a portarcelo sarebbero stati gli Ebrei, per i quali aveva un valore rituale. E la rappresentazione di
limoni nei mosaici e nei dipinti rinvenuti negli scavi di Pompei dimostra il loro uso comune nell'area napoletana sin dall'antichità. Quel che è certo è che in terra campana questo
agrume si è acclimatato in maniera stupefacente e ha prosperato meravigliosamente fino a diventare un "unicum" con le sue zone di elezione. Tanto che sarebbe impossibile immaginare le
costiere Sorrentina e Amalfitana senza i loro suggestivi, bellissimi e profumatissimi "giardini di limoni"...
[continua] |
|
NOCE DI SORRENTO
La presenza della noce in Campania fin da tempi remoti, almeno dal I secolo d.C., è testimoniata dal ritrovamento ad Ercolano, nella Casa d'Argo, di alcuni resti carbonizzati di frutti dalla forma molto simile a quella attuale, mentre a Pompei, nella Villa dei Misteri, sono stati rinvenuti alcuni dipinti che riproducono le
noci. E l'ambiente pedoclimatico campano, particolarmente favorevole a questa coltura, ha consentito la sua larga diffusione nel tempo nella maggior parte degli areali di pianura e di collina...
[continua] |
|
POMODORO DI SORRENTO
E' un pomodoro da mensa di grossa pezzatura, di forma rotondeggiante, costoluto e di colore rosso chiaro tendente al rosa con sfumature verdi alla raccolta, polpa molto carnosa e compatta, sapore dolce e delicato. L’attuale zona principale di produzione del
Pomodoro di Sorrento coincide con la sua terra originaria ed è rappresentata da una ristretta area collinare della
Penisola Sorrentina, detta appunto "i colli", situata nei comuni di Piano di Sorrento e S.Agnello. Sono state le stesse aziende agricole a riprodurre l’"ecotipo Sorrentino", che è probabilmente derivato, per selezione massaie, dal pomodoro Cuore di bue...
[continua] |
|
|