DOLCI DI NATALE
Le golosità natalizie nel territorio
campano, sono tante, per cui è necessario
dedicare alla sezione un capitolo a parte.
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Gli struffoli
Sono d’obbligo in quasi tutta la Campania
ed in penisola sorrentina, chi non
conosce queste palline di pasta fritte, allegre
e semplici, condite con il miele e probabilmente
originarie del Medio Oriente o forse dell'antica
Grecia.
Le Zeppole o antichi
scauratielli
Tipiche della costiera sorrentina, le
zeppole, dette anche antichi scauratielli,
devono l'origine del loro nome alla procedura
con cui viene realizzato l'impasto, che viene
cotto in acqua con aggiunta di latte e
aromatizzata con anice. Successivamente fritte e
condite con miele e confettini multicolori
i “riavulilli”.
Le perete di Lupo o
sospiri delle monache
Altra ricetta tipica della zona, soprattutto nel
territorio di Vico Equense sono le
cosidette "perete di lupo" il cui nome
poi e' stato ingentilito in "'e suspiri de'
monache".
Vengono realizzate con un impasto a base di
patate, farina, lievito di birra, fritte e
condite con miele anice e scorzette d’arancia. |
Il roccoco'
Dalla forma di ciambella e adatto a chi ha denti
robusti ecco il “roccocò” che trae la sue
origini invece dal francese rocaille per la barocca
e tondeggiante forma di conchiglia.
Qui la tradizione ci dice che quelli migliori
vengono realizzate dalle opersose mani delle massaie
di Massalubrense. Aromatizzati, con il pisto,
preconfezionato, un insieme di aromi comprendente
tra gli altri noce moscata, cannella e pepe, al cui
interno raccolgono mandorle, nocciole e bucce di
mandarino.
Le Paste di mandorle o Pasta
reale
Questi dolci dai delicatissimi colori pastello che
vanno dal rosa, al verde al giallino, preparati con
mucchietti di paste di mandorle sistemati su di un
ostia tagliata che serve da base e dalle forme più
svariate, hanno antiche origini conventuali.
Erano infatti le suore napoletane che laboriosamente
li preparavano rispettando la dieta di magro. Nella
preparazione venivano utilizzati esclusivamente
zucchero, farina di mandorle tritate e spezie non
era utilizzato alcun grasso animale, essendo il loro
condimento ottenuto esclusivamente dall'olio delle
stesse mandorle.
Pasta Reale e’ il nome con cui sono
conosciute, e sembra risalire all'epoca del re
Ferdinando IV. Si racconta che il sovrano si
recò un pomeriggio in visita al convento delle suore
di San Gregorio Armeno e, dopo aver visitato
la cappella ed il convento, fu accompagnato dalle
sorelle nel refettorio, ove su un grande tavolo era
preparato un buffet in cui facevano bella mostra di
se aragoste, pesci arrostiti, polli e fagiani oltre
a della splendida frutta.
Il re era un gran mangiatore ma si scusò dicendo che
da poco aveva finito di pranzare e non sarebbe stato
il caso riaffrontare un pasto del genere. Ma le
suore con sguardi di complicità pregarono re
Ferdinando di degnarsi di un assaggio, quale fu
la sorpresa del sovrano quando si accorse che tutto
quel Ben di Dio non erano altro che dolci
efficientemente scolpiti con la pasta di mandorle e
certosinamente dipinti a mano.
Questa tradizione di pasta reale è rimasta
oggi soprattutto in Sicilia dove ci sono
degli abilissimi artigiani di pasta martorana o reale.
I Mostaccioli
Dalla forma romboidale e ricoperti di un glassa al
cioccolato, il loro nome è legato alle antiche
preparazioni contadine che utilizzavano il mosto,
mustacea era infatti il loro nome latino, col quale
venivano preparati per essere resi più dolci.
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I Susamielli
Hanno la forma di una “Esse” i Susamielli o
Sosamielli e sono impastati con del miele
liquido. Anticamente venivano distinti in due tipi
di Susamiello, quello chiamato sosamiello
nobile, preparato con la farina bianca che
veniva offerto alle persone di riguardo, e quello
per gli zampognari, impastato con farina ed elementi
di scarto, che veniva offerto al personale di
servizio ai contadini in visita e a coloro che
venivano a suonare in casa, e “dulcis in fundo”, il
sosamiello del buon cammino imbottito con la
marmellata di amarene e che veniva offerto ai soli
religiosi.
Le Sapienze
(leggera variante dei susamielli)
Devono il loro nome al Convento di S.Maria della
Sapienza, in cui venivano egregiamente preparate
dalle Clarisse.
I Divinamore
A base di pan di Spagna ricoperto di colorata glassa
rosa traggono il loro nome dalle Religiose
dell'omonima comunità di clausura.
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Il torrone Irpino
Tipico della tradizione irpina, e’ famoso torrone
irpino a base di zucchero, miele, mandorle o
nocciole tostate.
Le Pasticelle (o calzoncelli)
Le pasticelle, a base di castagne, cannella,
chiodi di garofano, noce moscata, caffè, zucchero,
anice, succo di limone e mandarino, uova, vino, sono
tipiche della zona di Salerno, e vengono farcite e
fritte, dalla forma rotondeggiante dal diametro di
circa 10 cm.
Il bordo delle pasticelle è irregolare e può
avere diverse forme dettate dalla fantasia. Il
sapore ed il gusto sono fortemente caratterizzati
dalla presenza di purea di castagne che viene
utilizzata per la farcitura di questi dolci.
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