Intolleranze alimentari, celiachia e allergie agli alimenti.
Sembrano appartenere alla stessa matrice
patologica. Anche se fino a qualche anno fa le
tre componenti sembravano fondersi in un'unica
scienza e in una stessa terapia. Oggi, la
medicina moderna, soprattutto grazie alle
medicine naturali, ha fatto passi da gigante e
ha scoperto che le tre definizioni sono sindromi
assai differenti tra loro.
Anche, se ancora resiste un nocciolo duro della
medicina allergologica accademica di vecchio
stampo che considera le allergie e le
intolleranze dallo stesso punto di vista
immunitario, è ormai un dato certo che almeno la
celiachia è una patologia a parte. Con le sue
componenti diagnostiche cliniche e i vari
protocolli per le terapie di supporto, come
alimenti senza glutine, la
celiachia è diventata
uno dei mali del secolo visto l’enorme crescita
esponenziale che sta incalzando in società
industrializzate moderne.
Ma accanto alla celiachia, sempre più insidiosa
si conferma la sindrome da intolleranza
alimentare, che sta sempre più incrementandosi
nelle società industrializzate e ipernutrite.
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L’uomo delle città moderne risulta oggi sempre
più esposto a questa sindrome da intolleranza
agli alimenti rispetto a molti secoli fa, per
una serie di fattori quali:
- la conservazione forzata dei cibi
- l’alterazione dei sapori
- la componente “stress a tavola”
- l’introduzione di lieviti e cibi raffinati in
grandissime quantità nella dieta quotidiana.
La confusione che ancora si genera tra allergia
e
intolleranza alimentare sta su una
disquisizione immunitaria di natura teorica. La
scuola americana vede l’intolleranza una
sub-reazione di una allergia e quindi la pone
sullo stesso piano di una condizione
immunitaria, mentre la scuola europea vede
l’intolleranza alimentare come una iporeazione
del sistema metabolico e non immunitario
diretto.
Quindi, mentre l’allergia alimentare farebbe
aumentare il sistema immunitario per la reazione
ad un allergene, l’intolleranza alimentare
farebbe abbassare quello metabolico per una
reazione ad un intollerene.
Test diagnostici per i disturbi alimentari
La faccenda è sottile, anche perché i sintomi
sono praticamente sovrapponibili, è certo che
anche le prime e blande sintomatologie della
celiachia sono confondibili con le allergie o
con le intolleranze stese, ma in tutti i casi
abbiamo a disposizione test diagnostici per
evidenziarle e differenziarle.
Nel caso della celiachia esiste il test sul
sangue l’anti-transglutaminasi utile per
determinare la predisposizione alla celiachia e
per sicurezza diagnostica si ricorrerà alla
biopsia del tenue.
Nel caso dell’allergia esiste il pric test o il
pach test o alcuni test sul sangue utili per
determinare il grado di allergia a certi gruppi
di alimenti, mentre nel caso delle intolleranze
alimentari esiste il thema 400,
test di terza
generazione, utile a determinare l’intolleranza
a specifici alimenti con il grado percentuale.
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Nel caso di questa ultima analisi effettuata dai laboratori DAPHNE LAB che ne
detengono il brevetto, i referti vanno effettuati su 600 alimenti, con una dieta
specifica, identificazione di sei indici biologici personali, una tabella
ginnica e la prescrizione di prodotti specifici per il soggetto da parte di una
equipe medica.
Il Thema 400 è riconosciuto da studi ASL con affidabilità al 94% e l’azienda è
certificata ISO 9001 Sincert IMQ. Esistono poi altri metodi per determinare le
intolleranze alimentari, i cosiddetti test di seconda generazione, che hanno un
errore percentuale molto più elevato e restano poco affidabili, purtroppo sono
quelli più diffusi in ogni laboratorio o farmacia perché ancora i più economici.
Distinguere tra celiachia, allergia e intolleranza alimentare.
E' fondamentale in un soggetto che accusa i suoi primi sintomi di gonfiore
intestinale, cefalea, obesità, diarrea o stitichezza, stanchezza, ecc… Intanto
per la celiachia una volta accertata la patologia bisogna riferirsi ad un
medico
specializzato e seguire la dieta indicata dallo specialista, per l’allergia
bisogna fare attenzione alle etichette e agli ingredienti di ogni alimento e
seguire un protocollo desensibilizzante che dura a volte anche anni, per le
intolleranze alimentari, invece, basta seguire l’esclusione dei cibi evidenziati
in rosso per circa 60 giorni e poi un programma di svezzamento così da
reintrodurre gli alimenti che prima erano intollereni.
Per ogni esigenza o informazione anche di carattere medico, potete chiamare il
nostro centro o riferirsi alla nostra èquipe medica ai centri DAPHNE LAB.
Sito web: www.daphnelab.com
Numero Verde: 800912792.
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